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Nel XIX secolo l’intreccio prese a diffondersi in tutto il territorio sardo, facendo di San Vero Milis un importante centro di scambio. I commercianti arrivavano dal nord e soprattutto dal centro dell’isola, mentre gli artigiani sanveresi affrontavano lunghi viaggi per esibire i manufatti in tutte le sagre più importanti. (Testo tratto da “Collezione Zero – San Vero Milis” – Luca Foschi)

Per le comunità che cingono il golfo di Oristano il rapporto con le zone umide, stagni e lagune, risale alla stessa formazione geologica della fascia costiera. Qui, nel neolitico, l’avanzata del mare e i primi processi di antropizzazione coincisero. La presenza del sale, fondamentale per la conservazione degli alimenti, e la possibilità di condurre le attività di pesca in un luogo protetto come lo stagno permisero una relazione simbiotica destinata a durare settemila anni. San Vero Milis è proprio il centro che meglio rappresenta questo scambio ed è il centro in cui alcune tecniche di lavorazione sono rimaste immutate, come quella dell’intreccio. Visitare San Vero Milis è un viaggio nel tempo tra architettura sacra risalente tra il XVI e XVII sec., torri costiere spagnole, tradizioni, spiagge e coste che hanno attratto negli ultimi decenni sempre più surfisti d’onda.

Ecco il nostro itinerario, in collaborazione con il Comune di San Vero Milis:

#1 tappa: Tra architettura sacra e tradizione

Particolare della scultura lignea della Madonna di Spagna Itinerario a San Vero Milis visitmaristanis.it

Particolare della scultura lignea della Madonna di Spagna nella chiesa di Santa Sofia | Itinerario a San Vero Milis | visitmaristanis.it

Vanta il secondo campanile più alto della Sardegna la Chiesa parrocchiale di Santa Sofia Vergine Martire inserita nel percorso della Fondazione del Romanico in Sardegna, è intitolata alla Patrona del Paese Santa Sofia (che si festeggia il 17 Giugno). Al suo interno si può ammirare la Madonna di Spagna, scultura lignea approdata sulle nostre coste nel 1937 (apertura dalle 18.15 alle 19.45 o su appuntamento al numero +39 331 7912610  | Don Ignazio Sanna).

La Chiesa di San Michele è l’antica sede della Confraternita dello Spirito Santo dedicata all’Arcangelo San Michele, edificata probabilmente tra la fine del ‘500 e i primi del ‘600. La Chiesa è aperta e visitabile ogni giorno, dalle ore 9.00 alle ore 19.00

Risale probabilmente alla prima metà del ‘600 la Chiesa del Carmine. Dalle linee molto semplici e a navata unica, caratterizzata dalla presenza nel presbiterio da un’artistica nicchia centinata con catino valviforme, verosimilmente realizzata da maestranze locali tardogotiche – rinascimentali, altamente specializzate.

Chiesa del Carmine | Itinerario a San Vero Milis | Visitmaristanis.it

Chiesa del Carmine | Itinerario a San Vero Milis | Visitmaristanis.it

Visitabile su prenotazione al numero +39 331 7912610 (don Ignazio Sanna). La Confraternita, nata nel 1704, commissionò, con molta probabilità, nel XVIII secolo, sia l’ampliamento in lunghezza, sia la realizzazione di un prezioso retablo, di Bottega Sarda. Nel 1944, durante la seconda guerra mondiale, la Chiesa subì gravi danni a causa dei bombardamenti e nel 1948, sia la navata, sia il tetto con la facciata neoclassica ed il campanile a vela vennero totalmente ricostruiti.

Sono dedicate alle Anime e a San Salvatore le due chiese sconsacrate all’interno del giardino del Museo (quest’ultimo in allestimento), visitabile su prenotazione per piccoli gruppi o durante gli eventi programmati al numero +39 078353611 (biblioteca comunale).

Per capire meglio l’arte dell’intreccio sanverese e il forte legame con lo stagno, il Centro visite Casa Ramsar in Vico Eleonora D’Arborea è una tappa fondamentale. La tipica casa campidanese ristrutturata è stata di recente trasformata in centro espositivo dell’arte sanverese degli intrecci, strettamente collegata alle risorse ambientali degli stagni e delle zone umide del territorio. Orario estivo: giovedì, venerdì e sabato dalle 18 alle 20 e su prenotazione (per info: +39 0783 53611)

Centro Visite Casa Ramsar San Vero Milis

Centro Visite Casa Ramsar| Itinerario a San Vero Milis | Visitmaristanis.it

Il Nuraghe di S’Urachi è uno dei maggiori monumenti nuragici dell’intera isola.

Del complesso nuragico è attualmente visibile l’antemurale, formato da una successioni di torri curvilinee unite da cortine murarie. Sino ad oggi gli scavi hanno messo in luce 7 torri, ma una parte estesa dell’antemurale si trova sotto la vecchia strada provinciale e ipotizza la presenza di altre tre torri, per un totale di 10. Questo lo rende uno dei complessi archeologici più estesi in Sardegna. Leggi il nostro racconto negli scavi qui.

La forma dell’antemurale è simile a quella del nuraghe Su Nuraxi di Barumini.

Segnalato per la prima volta nel 1935 da Antonio Taramelli, il nuraghe è stato oggetto di scavi nel 1948 da parte del prof. Giovanni Lilliu. In seguito ulteriori campagne di scavo si sono svolte a partire dal 1979 e l’indagine prosegue tuttora.

La Storia: la Madonna arrivata dal mare

Madonna di Spagna guida a San Vero Milis Visitmaristanis.it

Madonna di Spagna guida a San Vero Milis Visitmaristanis.it

Era la mattina di venerdì 26 marzo del 1936 quando Daniele Zou, servo pastore di Narbolia, trovò a riva di Sa Praja Manna (oggi Is Arenas) una statua in legno.

“Una Santa”, esclamò, non riusciva a credere ai suoi occhi ed era arrivata dal mare!
Troppo pesante da sollevare, la trascina all’asciutto, ripulendola dalla sabbia e chiama un suo compaesano. Insieme la portano nella loro capanna a Sa Chea Istallanu. Sono emozionati e non riescono a trattenere le lacrime. Da dove arriva? Certamente un segno dal cielo!
Daniele la conserva in casa, le dedica un altare, le porta ogni giorno fiori freschi e si raccoglie in preghiera tutte le volte che può finché la notizia della statua e della prodigiosa e concomitante guarigione da broncopolmonite della figlia dei padroni per il quale lavorava si diffonde in città.
Tutti sapevano, tutti volevano vederla. Le forze dell’ordine recuperano la statua e la portano a San Vero Milis tra il clamore e l’attesa della gente. Successivamente rimane in caserma per qualche giorno, tra il via vai dei curiosi e fedeli; viene poi consegnata alla città il 16 aprile e sistemata nella Chiesa parrocchiale di Santa Sofia Vergine Martire dove si trova ancora oggi.
Si scoprirà più tardi che la statua proveniva dall’isola di Minorca in un momento storico in cui la Spagna è dilaniata dalla Guerra civile fra Nacionales e Republicanos, guidati dal Fronte popolare d’ispirazione marxista. Un periodo sanguinoso per la Spagna dove altari, immagini sacre e oggetti di culto venivano distrutti o dati alle fiamme e dove persero la vita centinaia di religiosi e sacerdoti.
Con tutta probabilità la “Madonna di Spagna”, come venne da tutti ribattezzata, venne gettata in acqua da qualcuno nella speranza che si potesse conservare e recuperare in qualche modo. Il gioco di correnti e il destino la portarono proprio qui, a San Vero Milis.

#2 tappa: Spiagge, Relax e Surf

Putzuidu Itinerario a San Vero Milis Visitmaristanis.it

Putzu Idu | Itinerario a San Vero Milis |Visitmaristanis.it

Sono numerose le spiagge sanveresi adatte per le famiglie e i bambini, così come per gli sportivi del surf d’onda.

Sa Praja Manna o Is Arenas è la spiaggia desertica più lunga d’Europa. Circa 9 km di cui i tre quarti ricadenti nel territorio sanverese. Viene chiamata la spiaggia delle conchiglie per le grandi quantità riversate sulla battigia dalle maree. Su questa spiaggia è presente la dog friendly beach che consente l’accesso ai cani nell’arenile.

Qui si trova, inoltre, la peschiera di Is Benas che offre la possibilità di praticare la pesca sportiva nello stagno e ospita i campionati nazionali di tiro con l’arco. Per raggiungere la spiaggia ci si imbatte da un lato nel panorama lagunare dello stagno e da un altro nella vasta pineta di Is Arenas, piantumata negli anni 30.

Su Crastu biancu e Sa rocca Tunda è invece una lunga spiaggia color ambra che si affaccia su Capo Caccia. Ideale per famiglie e bambini e per chi vuole approcciare alla sup canoa. È presente una sedia Job per disabili donata dal Comune all’associazione Nesos.

Antichi borghi di pescatori, Sa Marigosa e Su Pallosu, insieme a Sa tonnara devono la loro fama alla pesca del tonno, del corallo e delle aragoste. Hanno mantenuto la loro caratteristica grazie alla presenza delle cooperative di pesca locale.

Incastonata tra la scogliera di Capo Mannu e Su Pallosu la spiaggia di Sa Mesa Longa. Spot amato dai surfisti e per la sua tavola di roccia che crea la piscina naturale e dà il nome alla spiaggia, proteggendola dalle onde.

Su pallosu | itinerario a San vero Milis | visitmaristanis.it

Su Pallosu | itinerario a San Vero Milis | visitmaristanis.it

La spiaggia del Lungo Mare (Cala Saline) che collega la borgata di Mandriola e quella di Putzu Idu viene definita da molti “un’oasi caraibica” per la sua acqua trasparente e sabbia bianca finissima. La bassa marea è una delle maggiori caratteristiche di questa spiaggia, che la rende adatta ai bambini.

Qui si possono praticare diversi sport acquatici, tra cui kite surf, wind surf e barca a vela.

E’ presente la sedia Job all’ASD Mèt. Presenti bagni pubblici a pagamento .

S’Arena Scoada (o S’Anea Scoada) è una piccola insenatura che si differenzia dalle altre spiagge della marina per la sabbia di quarzo bianco e argilla. Qui nasce la prima scuola di surf italiana nel 1995.

Tutte le spiagge, ad eccezione di Is Arenas, sono dotate di passerelle d’accesso e servizi di ristoro

#3 tappa: Le Torri spagnole

Torre di Capo Mannu itinerario a San Vero Milis visitmaristanis.it

Torre di Capo Mannu | itinerario a San Vero Milis | visitmaristanis.it

San Vero Milis riporta le tracce del periodo spagnolo nelle sue numerose torri costiere costruite tra il ‘500 e il ‘600.  Svolgevano una funzione di avvistamento e di controllo sulle spiagge e sugli stagni della zona.

Torre de Sa mora

Riportata in un carta geografica del XVII secolo denominata “Descripcione de isla y reyno de Sardeña” venne costruita tra fine ‘500 e inizi ‘600. Facilmente raggiungibile, è situata nei pressi del faro di Capo mannu in località “Matta ‘e sa figu” (Albero del fico). Costruita in arenaria calcarea, ha una stanza coperta con volta a cupola. L’ingresso è posto a circa 4 metri di altezza, ad esso si accede attraverso una scala retrattile.

Torre di Capo Mannu

È riportata nella già citata carta geografica del XVII secolo. Situata sul ciglio sud della ripida e impervia parete rocciosa del capo, essa appare leggermente scarpata verso la base. L’apertura dell’ingresso era posta a circa 5 m dal suolo. È costruita in arenaria calcarea e fortemente erosa dall’azione del vento. Nelle giornate più limpide dalla torre si possono osservare tratti di costa molto estesi e un ampio panorama verso l’interno. Essendo posta in posizione a strapiombo sul mare, si raccomanda, in caso di visita, molta prudenza. Ospita ogni anno i campionati nazionali di surf e kite surf.

Torre di Scala e Sali | itinerario a San Vero Milis| visitmaristanis.it

Torre di Scala e Sali | itinerario a San Vero Milis| visitmaristanis.it

Torre Scala ‘e sali

Come le altre torri, anch’essa è gia indicata nella carta seicentesca e la sua costruzione dovrebbe essere ad essa contemporanea. È composta da un cilindro sovrapposto a un tronco di cono e dove essi si incontrano vi è un fregio decorativo in granito. Anch’essa è costruita in arenaria calcarea. L’azione impetuosa del maestrale ne ha eroso parte delle fondazioni, ponendola in grave rischio di crollo. Si raccomanda la massima cautela nelle escursioni attorno a questo edificio.

Torre delle Saline

Più tarda delle precedenti, più che a una torre somiglia a una casamatta, infatti si differenzia dalle altre per dimensione, struttura architettonica e localizzazione. Situata ai bordi delle saline la sua funzione non era di avvistamento costiero, bensì di controllo sull’estrazione del sale.

 

#4 tappa: Lo stagno di Sale ‘e Porcus

Stagno di Sale 'e Porcus

Stagno di Sale ‘e Porcus, San Vero Milis

Lo Stagno di Sale ‘e Porcus è lo stagno temporaneo più grande della Sardegna e salato d’Italia. Si trova nel territorio di San Vero Milis, vicinissimo alla spiaggia di Putu Idu. Composto di finissime argille, non ha emissari e d’estate l’acqua evapora completamente fino a lasciare una distesa di sale bianco che regala un aspetto molto suggestivo. Questo stagno è l’habitat preferito di diversi uccelli acquatici migratori che lo scelgono come sosta nelle proprie rotte migratorie, tappa per lo svernamento e per la nidificazione (leggi il nostro racconto). Qui si può trovare l’airone guardabuoi, il cavaliere d’Italia, la gru europea e il più comune fenicottero rosa… per queste sue caratteristiche è  protetto dalla Convenzione di Ramsar dal 1982. Il deserto estivo d’argilla viene sostituito d’inverno da una distesa d’acqua che può essere percorsa indossando semplici stivali. Resistono sulle sponde soprattutto le piante alofile, capaci di resistere a condizioni di alta salinità: le salicornie, il giunco, l’altenia.

Itinerario e foto in collaborazione con il Comune di San Vero Milis.f

Flora e Fauna

Cosa Puoi osservare qui

#VISITMARISTANIS

San Vero Milis ospita lo Stagno temporaneo di Sali ‘e Porcus,  un’area umida RAMSAR di grande pregio. Qui sono state svolte, grazie al progetto Maristanis alcune attività di censimento, valorizzazione e di supporto alle attività artigiane di lavorazione dell’intreccio. Sulle sponde di Sale ‘e Porcus è stato piantumato il giunco, elemento primario delle lavorazioni artigiane, per poter regolamentare la raccolta degli artigiani. Allo stesso modo la fondazione MEDSEA si è occupata dell’allestimento di Casa Ramsar in Vico Eleonora D’Arborea, che oltre ad essere il museo dell’intreccio che racconta le lavorazioni artigiane partendo dagli habitat naturali, ospita anche il centro di educazione ambientale. Tra il 2019 e il 2020 sono state realizzate degli scambi di esperienze di dedign internazionale per il rilancio dell’intreccio sanverese, che hanno portato alla realizzazione della “collezione 0” assieme all’atelier francese Luma e al progetto Is Fainas.

Appartengono al SIC (Sito di interesse Comunitario) di Putzu Idu nel comune sanverese anche gli stagni di Sa Salina Manna e Pauli Marigosa.

Servizi

Sezione in aggiornamento

Accessibilità

Tutte le spiagge, ad eccezione di Is Arenas, sono dotate di passerelle d’accesso e servizi di ristoro

Ristoro

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L'itinerario

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